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Blog Pandemia da coronavirus: investire in tempi di crisi
Baloise Asset Management 24 febbraio 2021

Investire ai tempi di crisi del coronavirus dopo le massicce correzioni di rotta nella primavera del 2020, come stanno evolvendo i mercati? Illustriamo le sfide attuali e come le affrontiamo. Scoprite anche di più sui successi e sulle lezioni apprese dei nostri consulenti della Basilese.

Sfide e insegnamenti

Il coronavirus che si è diffuso in tutto il mondo nella primavera del 2020 ha portato a importanti correzioni di rotta nei mercati finanziari. In pochissimo tempo, i mercati azionari sono crollati fino al 30 per cento a una velocità record, crollo seguito da un recupero insolitamente rapido. Questa congiuntura di mercato senza precedenti nella storia e le concomitanti disposizioni sul contatto hanno rappresentato una sfida anche per i nostri consulenti alla clientela. Tobias F. è responsabile del settore Previdenza & Patrimonio / Private Banking nella regione Zurigo / Svizzera centro-orientale (ZOZ) presso Baloise Bank SoBa. Nell’intervista, parla delle sfide, ma anche dei successi e delle lezioni che è stato possibile assorbire per i clienti dal crollo del mercato azionario.

Come valuta l’attuale contesto di mercato?

Tobias F.: il contesto di mercato in questo momento è difficile. Il 2020 è stato un anno incredibile. Da un lato, la pandemia da coronavirus, che in primavera ha portato a un massiccio crollo delle azioni, ha colto tutti di sorpresa. D’altro, una contromossa incredibilmente rapida ha innescato il recupero dei mercati finanziari. Ulteriore motivo di ottimismo è giunto da un pacchetto di aiuti a seguito del coronavirus di 2300 miliardi di dollari sottoscritto dopo Natale. Anche l’accordo sulla Brexit raggiunto alla vigilia di Natale ha generato sollievo. Ma nonostante l’euforia iniziale legata al vaccino per il coronavirus, che ha rilanciato i mercati, credo che l’incertezza che caratterizza l’attuale congiuntura di mercato permarrà nei prossimi mesi. Lo si evince anche dagli adeguamenti strategici apportati ai nostri prodotti d’investimento.

Quali sono le sfide che la crisi causata dal coronavirus pone di fronte al consulente alla clientela?

F.: le sfide per il consulente sono particolarmente complesse. Da un lato, naturalmente, ci sono questioni tecniche che continuano ad accompagnarci: come mi comporto nell’ambito della consulenza d’investimento a fronte di una tale congiuntura? Quanto sono attivo? Quanto è ben strutturata la strategia di investimento? Dall’altro lato, il discorso del coronavirus è anche un argomento particolarmente emotivo, non da ultimo poiché riguarda direttamente la salute di ciascuno. In periodi come questi, il rapporto con il cliente gioca un ruolo assolutamente decisivo. Negli attuali rapporti con i clienti, la fiducia maturata supera senza difficoltà la distanza spaziale. Di contro ci accorgiamo che, ad esempio, la consulenza online offerta a potenziali nuovi clienti non ha subito presa. Semplicemente viene a mancare la vicinanza come base per un rapporto commerciale di fiducia. Lo notiamo anche nella nostra squadra. Nell’ambito della previdenza, abbiamo numerosi contatti con clienti che affianchiamo nel percorso verso la pensione, quindi con un’età di 60 anni o più. È qui che entra in gioco la questione del gruppo di rischio, e qui si pone la domanda: come posso garantire una consulenza di qualità e la necessaria vicinanza nonostante la distanza fisica? Ancora una volta, si è evidenziato che i nostri clienti apprezzano molto lo scambio regolare di informazioni per telefono, soprattutto ora.

Come reagisce il consulente della Basilese di fronte a queste sfide?

F.: in primavera alcuni clienti si sono mostrati molto attivi, con la ripresa di un’attività di accumulo che si è protratta in aprile, maggio e giugno, momento in cui l’ampia instabilità del mercato ha costituito un’opportunità. Ma si tratta più che altro di casi isolati. Piuttosto, in tale contesto considero la fedeltà alla strategia come un fattore di successo: un incredibile crollo, che era difficile prevedere, combinato con un recupero estremamente rapido, ancora più difficile. In tale contesto era importante mantenere una certa fedeltà alla propria strategia. Noi della Basilese abbiamo reagito sulla difensiva dopo il crollo del mercato azionario riducendo significativamente, ad esempio, la quota azionaria in quasi tutti i fondi e mandati di investimento. Dal nostro punto di vista, tale mossa era importante, soprattutto perché ci vengono affidati principalmente fondi provenienti da piani di previdenza e polizze di assicurazione sulla vita. A posteriori, tuttavia, siamo giunti alla conclusione che i nostri aggiustamenti tattici seguivano un approccio eccessivamente difensivo e non abbiamo beneficiato immediatamente della ripresa del mercato azionario. Ma i nostri clienti lo hanno capito. Anche a fronte di una quota azionaria prudente, abbiamo recuperato molto terreno con i metalli preziosi, come ad esempio l’oro. Questa situazione di crisi ha dimostrato ancora una volta che l’oro non solo è stabile in valore, ma è anche ottimo in un’ottica di diversificazione del portafoglio degli investitori.

Nella seconda parte dell’intervista, scoprirete come il crollo del mercato azionario causato dal coronavirus nella primavera del 2020 ha confermato approcci collaudati e ha portato all’acquisizione di nuove conoscenze.

Investire denaro durante la crisi del coronavirus
Fedeltà alla strategia e vicinanza al cliente

Quando il COVID-19 ha fermato il mondo a marzo 2020, le quotazioni azionarie hanno registrato un crollo massiccio. Sebbene i mercati finanziari si siano ripresi rapidamente, l’incertezza è rimasta. Ancora oggi non si riesce a prevedere la durata e le conseguenze a lungo termine della pandemia. Nella prima parte dell’intervista, Tobias F., responsabile Previdenza & Patrimonio / Private Banking della Baloise Bank SoBa nella regione Zurigo / Svizzera centro-orientale (ZOZ), parla dell’attuale contesto di mercato e delle sfide che devono affrontare gli investitori e i consulenti alla clientela. Ora ci presenta i successi conseguiti e ci spiega gli insegnamenti che se ne possono trarre riguardo agli investimenti in tempi di crisi.

Quali successi è stato possibile conseguire per i clienti in seguito al crollo del mercato azionario?

Tobias F.: la situazione estrema della primavera ha dimostrato ancora una volta che l’aderenza alla strategia è molto importante. Ed è esattamente questo il fulcro della nostra consulenza: prendiamo in esame l’intero patrimonio dei nostri clienti e lo poniamo alla base della strategia di investimento che andiamo a sviluppare. L’investitore che resta fedele a una specifica strategia ha poi il coraggio di attenersi al piano anche quando la situazione si fa davvero turbolenta. Un altro aspetto positivo è non aver assistito a reazioni di panico tra i nostri clienti. Abbiamo spiegato loro passo dopo passo cosa stava succedendo esattamente in borsa.

Quali lezioni si possono trarre da questo periodo?

F.: il successo e le conoscenze sono strettamente correlati, credo. In tal senso, il 2020, segnato dal coronavirus, non ha introdotto alcuna innovazione sostanziale. Era ed è importante continuare a operare in tale ambito con un approccio professionale e composto. In ultima analisi, sul piano degli investimenti si sono piuttosto riconfermati principi classici: fedeltà alla strategia, analisi e comprensione dell’intero patrimonio, nonché la vicinanza al cliente. Questo include anche una chiara diversificazione del portafoglio e il coraggio di prendere decisioni tattiche. La principale novità tra le lezioni apprese, a mio parere, è la vicinanza digitale e flessibile al cliente. Un ulteriore argomento che ha acquisito importanza nell’ultimo anno è la questione della sostenibilità negli investimenti, argomento sul quale i nostri clienti ci hanno chiesto informazioni molto più spesso che in passato. Non saprei dire se la questione della sostenibilità stia acquisendo maggiore rilevanza a causa o nonostante il coronavirus. Ma conferma il percorso intrapreso dalla Basilese di implementazione coerente dei propri standard ESG nelle soluzioni di fondi.

Quindi vede la crisi del coronavirus come un’opportunità per gli investitori?

F.: è la mia natura, vedo opportunità e rischi in ogni situazione. Comunque, in primavera vi sono state delle opportunità. I più coraggiosi hanno trovato spunti particolari, come i titoli tecnologici, che hanno mostrato una performance estremamente solida, e anche l’oro è salito a livelli record. Ma tali discorsi su picchi di breve durata sono in realtà elementi a cui presto poca attenzione. Penso sia importante mettere in prospettiva il successo a breve e a lungo termine. Ecco perché attualmente vedo più l’attrattiva relativa di valori reali come le azioni o anche gli immobili rispetto agli averi in conto e alle obbligazioni in una fase di tassi d’interesse bassi invariati.

Quali sinergie nascono dalla collaborazione con la Baloise Asset Management?

F.: la Baloise Asset Management è uno dei 20 maggiori amministratori patrimoniali della Svizzera e combina un solido know-how con un’esperienza pluriennale. In tal senso, la BAM riunisce conoscenze centrali d’investimento, una strategia uniforme ed elementi tattici. Questo filo conduttore è molto importante per noi nella consulenza. Come banca della Basilese, siamo per l’amministrazione patrimoniale la porta d’accesso ai clienti. L’interazione è eccellente e la ottimizziamo senza sosta.

Tobias Flury

Responsabile del settore Previdenza & Patrimonio / Private Banking nella regione Zurigo / Svizzera centro-orientale (ZOZ) presso Baloise Bank SoBa. 

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