Previdenza e patrimonio

Raccolta corretta di funghi e bacche

Funghi, marroni e bacche: raccoglierli è salutare per il fisico e piacevole per il palato. Consigli per una raccolta corretta.

Raccolta corretta di funghi, bacche e marroni

L’autunno è tempo di raccolta. Raccogliere immersi nella natura significa unire il movimento all’aria aperta alla gioia di poter consumare ciò che si è trovato da sé. Tuttavia, per prepararsi adeguatamente alla raccolta dei frutti selvatici occorre considerare alcuni aspetti. In questo modo non vi saranno limiti al divertimento per tutta la famiglia.

La giusta attrezzatura

Uno degli aspetti più sottovalutati è quello delle calzature. Le scarpe da trekking con suola profilata sono già un ottimo alleato nella prevenzione degli infortuni durante la raccolta. Naturalmente questo non vale soltanto per gli adulti ma anche per i bambini. Com’è noto, i marroni si trovano spesso lungo i sentieri escursionistici, nelle loro immediate vicinanze o sulle strade secondarie. I funghi commestibili popolari, invece, raramente crescono lungo la strada e per raccoglierli occorre andare per boschi.

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Per questo, soprattutto quando il tempo è incerto, è utile avere con sé una giacca e un paio di pantaloni antipioggia. Se si viaggia in auto, è possibile tenere il cambio all’interno del portabagagli. Anche il fattore tempo non deve essere sottovalutato: durante la raccolta le ore trascorrono velocemente, per cui è necessario portare con sé uno zaino con sufficienti provviste e bevande poiché non sempre sono presenti punti ristoro.

Rispettare i limiti di raccolta

Prima di iniziare è bene informarsi sulle regole e sulle leggi vigenti in materia. In Svizzera ciò vale in particolare per la raccolta dei funghi. Per preservare le risorse, in molti Cantoni e Comuni si applicano dei limiti di raccolta. In molti casi sono stati introdotti periodi di protezione durante i quali è vietata la raccolta dei funghi. Solitamente questi sono previsti a inizio mese. Inoltre, sono previste restrizioni quantitative comprese tra uno e tre chilogrammi di funghi per persona al giorno, mentre la raccolta organizzata a gruppi è proibita in molti luoghi. Il mancato rispetto di tali norme comporta pesanti sanzioni pecuniarie. Le castagne degli alberi selvatici possono invece essere raccolte, mentre la raccolta nelle piantagioni (castagneti) rappresenta un’eccezione in Ticino. La raccolta di bacche destinate al consumo privato è consentita. 

Funghi e bacche nel cesto, mai nelle buste di plastica

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I funghi e le bacche devono essere raccolti in un cesto permeabile all’aria. Non conservateli mai all’interno di una busta di plastica, poiché i funghi sudano, le proteine si decompongono rapidamente e il raccolto si rovina. Le bacche possono anche essere conservate in un contenitore di plastica richiudibile. L’uso di sacchetti in stoffa non è consigliato, poiché i funghi e i frutti di bosco si schiacciano facilmente uno contro l’altro. Questi sono invece indicati per le castagne.

La maggior parte degli avvelenamenti da funghi non è causata da specie velenose come la Tignosa verdognola, ma da funghi vecchi o marci. Pertanto, raccogliete soltanto funghi giovani. In generale vale questa regola: il fungo è vecchio quando, premendo il cappello con il pollice, resta un’ammaccatura. Gli esemplari più vecchi hanno inoltre spore mature e quindi sono importanti per la riproduzione dell’anno seguente. Preservando i funghi più vecchi non soltanto proteggerete la natura, ma anche la vostra digestione.

Raccogliete soltanto i funghi e i frutti selvatici che conoscete con certezza. Per le castagne è facile. Per quanto riguarda i funghi, invece, i meno esperti dovrebbero limitarsi al Boleto e al Cantarello. Il Boleto è facilmente riconoscibile per la presenza di una sorta di spugna sotto il cappello e per l’assenza delle lamelle tipiche, ad esempio, degli Champignon. Il Boleto comprende, tra gli altri, anche il Porcino e il Boleto baio. Il Cantarello comprende varietà come il Finferlo e la Trombetta dei morti. Il Cantarello è facile da riconoscere per le pieghe ben legate al cappello e difficilmente separabili come le lamelle.

Anche i più esperti dovrebbero riporre i funghi di cui non sono sicuri in un cesto a parte o quantomeno in un contenitore separato all’interno del cesto. Infatti, alcuni pezzetti delle specie velenose potrebbero confondersi con i funghi commestibili.

Identificazione corretta dei funghi

Per un’identificazione corretta dei funghi ci si può affidare a libri specializzati contenenti una chiave dicotomica e fotografie di buona qualità. Nel suo libro «Welcher Pilz ist das?» (Che fungo è?) l’esperto di funghi svizzero Markus Flück presenta oltre 270 specie di funghi tipiche dell’Europa centrale, mettendo a confronto i funghi commestibili con i loro sosia velenosi. Il libro contiene inoltre informazioni utili sui funghi e sui loro partner arborei per gli appassionati più esperti. Molti funghi commestibili vivono in simbiosi con determinate specie arboree, tecnicamente nota come «micorriza». In alcuni casi il nome volgare del fungo può già svelare il nome dell’albero presso cui cresce. Ad esempio, i funghi degli abeti rossi crescono sotto gli abeti rossi, i funghi dei pini crescono vicini ai pini e i laricini crescono, indovinate un po’, sotto i larici. Alcune specie, come la Sparassis crispa, nascono soltanto vicino a un tipo di albero, in questo caso il pino.

Per i principianti interessati esistono corsi organizzati da associazioni e scuole micologiche locali, che insegnano a identificare le diverse specie. In generale, caratteristiche come il colore e le dimensioni sono meno rilevanti per i funghi, in quanto sono fortemente influenzati dall’irraggiamento solare, dalla temperatura e dalla pioggia. Chi ha già effettuato la raccolta ma preferisce chiedere una conferma può rivolgersi a un controllore di funghi. In questo modo il raccolto potrà essere preparato e gustato in assoluta tranquillità.

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