Tutelare la famiglia in caso di decesso: la guida
Se un genitore muore, spesso si creano gravi lacune di reddito. Questa guida vi mostra come tutelare al meglio la vostra famiglia in caso di decesso.
- AVS e LPP: le prestazioni in sintesi
- Rischi in caso di concubinato e lavoro autonomo
- Previdenza privata per colmare le lacune
- Consistenti lacune di reddito: in caso di decesso di un genitore, la famiglia perde spesso dal 35% al 55% del reddito poiché il primo e il secondo pilastro insieme non sostituiscono completamente il salario attuale.
- Peggiore copertura in caso di malattia: se una persona muore in seguito a una malattia, la copertura finanziaria dei familiari in Svizzera è inferiore a quella per il decesso in seguito a infortunio.
- Coppie in concubinato svantaggiate: le coppie non sposate non ricevono nessuna rendita statale per superstiti e non hanno sempre diritto alle prestazioni della cassa pensioni.
- Indipendenti sottoassicurati: poiché la previdenza professionale non è obbligatoria per gli indipendenti, in caso di decesso le loro famiglie perdono fino al 75% del reddito abituale.
- Casa di proprietà come rischio: se il reddito diminuisce mentre i debiti ipotecari restano invariati, il decesso di un genitore può costringere le famiglie alla vendita dell’abitazione di proprietà.
- Previdenza privata per colmare le lacune: un’assicurazione sulla vita o contro il rischio di decesso aiuta a mantenere il tenore di vita abituale.
- Lacuna di reddito in caso di decesso: a seconda della situazione, le famiglie perdono dal 35% al 55% del reddito familiare.
- Casi speciali con rischi maggiori: concubinato, lavoro autonomo e casa di proprietà aggravano il problema.
- Previdenza privata: soluzioni mirate possono colmare queste lacune di reddito.
- Check-list gratuita: ricevete le informazioni più importanti necessarie per un’analisi del rischio individuale.
Se dopo il decesso di un genitore una famiglia è tutelata o meno a livello finanziario, dipende in modo determinante dalla causa del decesso. Il sistema previdenziale svizzero differenzia tra il decesso in seguito a infortunio e il decesso in seguito a malattia. Questo può avere gravi ripercussioni sui familiari.
Esempio: una persona coniugata è impiegata al 100% e guadagna CHF 90’000 all’anno. A seconda della causa di decesso, la perdita che subisce la famiglia cambia.
- Decesso dovuto a infortunio: circa CHF 31’500 all’anno (lacuna di reddito del 35% circa)
- Decesso dovuto a malattia: circa CHF 49’500 all’anno (lacuna di reddito del 55% circa)
💡 Rendita per orfani: se un genitore muore, i suoi figli hanno diritto a una rendita per orfani derivante dal 1° e dal 2° pilastro. L’importo varia a seconda del pilastro e della causa di decesso. La rendita per orfani viene pagata fino al compimento del 18° anno di età del figlio. Se il figlio non ha ancora terminato la sua prima formazione, viene pagata fino al compimento del 25° anno di età.
In caso di incidente mortale, si attivano sia il 1° che il 2° pilastro con l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (LAINF). Il 1° pilastro (AVS) è l’assicurazione vecchiaia e superstiti statale. Il 2° pilastro (LPP) comprende la previdenza professionale tramite la cassa pensioni, inclusa l’assicurazione contro gli infortuni. Con questa doppia assicurazione, il/la vedovo/a riceve complessivamente circa il 65% del reddito abituale sotto forma di rendita.
- 1° pilastro (AVS): circa CHF 22’500 all’anno (25%)
- 2° pilastro (LAINF): circa CHF 36’000 all’anno (40%)
- Lacuna restante: circa CHF 31’500 all’anno (35%)
Se una persona muore a causa di una malattia, il 1° e il 2° pilastro pagano rendite vedovili molto più basse rispetto a quelle versate in caso di infortunio:
- 1° pilastro (AVS): circa CHF 22’500 all’anno (25%)
- 2° pilastro (LPP): circa CHF 18’000 all’anno (20%)
- Lacuna restante: circa CHF 49’500 all’anno (55%)
💡 Buono a sapersi: secondo l’Ufficio federale di statistica, in Svizzera i decessi dovuti a malattia sono molto più frequenti di quelli dovuti a infortunio. Ed è proprio per questa causa di morte più frequente che le famiglie sono assicurate peggio.
Sposati o in concubinato? Impiegati o indipendenti? A seconda della situazione servono soluzioni diverse. Le nostre esperte e i nostri esperti trovano insieme a voi la copertura adatta per la vostra famiglia.
Il 1° e il 2° pilastro oggi sono (ancora in gran parte) orientati al modello classico di famiglia, ovvero alle coppie sposate. Se la vostra situazione di vita si discosta da questa, per voi possono verificarsi spesso delle lacune previdenziali consistenti.
Le coppie non sposate sono estremamente svantaggiate in caso di decesso di uno dei partner. Mentre le coppie sposate e quelle registrate hanno diritto alle rendite vedovili, le coppie in concubinato spesso restano a mani vuote.
Una coppia non sposata non ha diritto alla rendita vedovile presso l’AVS.
Nel regolamento della rispettiva cassa pensioni è stabilito se le coppie in concubinato ricevono prestazioni dalla cassa pensioni stessa. In generale le casse pensioni escludono i/le partner non coniugati/e. In caso di decesso per malattia è possibile una clausola beneficiaria. Nel caso di infortunio, invece, l’assicurazione contro gli infortuni non eroga alcun pagamento al partner non sposato.
💡 Un consiglio: verificate il regolamento della vostra cassa pensioni e notificate per iscritto il rapporto di concubinato se è consentita una clausola beneficiaria.
Nel pilastro 3a le coppie in concubinato possono avvalersi reciprocamente della clausola beneficiaria. Questo è fattibile se:
- la relazione dura da almeno cinque anni;
- vi è un sostegno finanziario importante; o se
- la coppia ha figli in comune.
Il pilastro 3b offre maggiore flessibilità: qui è possibile scegliere liberamente le persone beneficiarie.
💡 Un consiglio: informate per iscritto la vostra fondazione di previdenza 3a in merito alla clausola beneficiaria per il/la vostro/a partner.
Gli indipendenti sono tutelati piuttosto male perché in Svizzera la previdenza professionale (LPP) per loro non è obbligatoria. Hanno sì la possibilità di affiliarsi facoltativamente a una cassa pensioni, ma non tutti lo fanno. In caso di decesso i familiari ricevono spesso solo le prestazioni minime del 1° pilastro.
Pagamenti in caso di decesso:
- 1° pilastro (AVS): circa il 25% del salario
- 2° pilastro (LPP): nella maggior parte dei casi 0%, poiché non assicurato
- Copertura complessiva: spesso solo il 25% anziché il consueto 45% - 65%
Esempio: se muore un lavoratore autonomo padre di famiglia con un reddito di CHF 90’000, i familiari ricevono spesso solo circa CHF 22’500 all’anno dal 1° pilastro (AVS), a prescindere dalla causa del decesso. Rimane quindi una lacuna che può arrivare fino al 75%
Per le famiglie con un’abitazione di proprietà, la morte di un genitore comporta una doppia sfida. Oltre alla perdita di una persona cara, devono fare i conti con un reddito familiare ridotto. Allo stesso tempo, i debiti ipotecari e i costi di manutenzione restano invariati.
Al momento del calcolo della sostenibilità del finanziamento ipotecario, il mutuante esige che il tasso di interesse ipotecario, le spese accessorie e l’ammortamento ammontino al massimo a un terzo del reddito lordo. Se il reddito disponibile diminuisce a causa del decesso, questo limite critico viene superato molto rapidamente. Nel peggiore dei casi, questo significa che l’ipoteca non è più sostenibile per la persona superstite.
La conseguenza: la famiglia deve vendere l’abitazione di proprietà e perde non solo la propria casa ma spesso anche il consueto contesto sociale.
💡 Un consiglio: chi possiede un casa di proprietà dovrebbe verificare se la propria previdenza privata è sufficiente per garantire la sostenibilità dell’ipoteca anche dopo il decesso del partner.
Gli esempi lo dimostrano: la previdenza statale e quella professionale spesso non sono sufficienti per garantire la sicurezza finanziaria delle famiglie in caso di decesso. A seconda della situazione, si creano delle lacune di reddito che vanno dal 35% al 55%, e quando la persona deceduta era un indipendente addirittura fino al 75%. I rischi sono particolarmente elevati per le coppie in concubinato, per gli indipendenti e per chi possiede un’abitazione di proprietà.
Le soluzioni di previdenza privata possono colmare queste lacune in modo mirato. In caso di decesso si attivano infatti in aggiunta alle prestazioni statali e professionali e aiutano così a mantenere il tenore di vita abituale della famiglia.
Un’assicurazione contro il rischio di decesso è un’assicurazione di puro rischio che fornisce sicurezza finanziaria per i familiari in caso di decesso. Con essa viene subito compensata la mancanza del salario. In caso di decesso della persona assicurata, l’assicurazione paga un capitale o una rendita mensile ai superstiti.
Il vantaggio: poiché l’assicurazione copre solo il rischio di decesso e non contiene nessuna quota di risparmio, i premi sono più economici rispetto a quelli delle assicurazioni sulla vita. Questo aspetto la rende particolarmente interessante per le giovani famiglie con budget limitato.
La somma assicurata può essere adattata in modo flessibile a seconda delle esigenze personali. Il pagamento avviene subito dopo il decesso, indipendentemente dalle procedure amministrative o da altri ritardi.
Le assicurazioni sulla vita combinano la copertura in caso di decesso con la costituzione di capitale. Non solo pagano la somma assicurata in caso di decesso ma consentono anche di accumulare capitale per la vecchiaia o per altri obiettivi.
La differenza tra questa assicurazione e un’assicurazione di puro rischio per il caso di decesso è questa: una parte del premio confluisce nella quota di risparmio, che frutta interessi o viene investita sul mercato dei capitali. Questo capitale è disponibile anche in vita, ad esempio per il pensionamento.
Le assicurazioni sulla vita sono quindi adatte soprattutto per le persone che vogliono dare una garanzia alla propria famiglia e allo stesso tempo accumulare patrimonio.
La nostra check-list gratuita vi mostra quali informazioni vi servono per un’analisi di previdenza completa. Vi sembra una cosa troppo complicata? Potete affidarvi alla nostra consulenza professionale.
Sposati o in concubinato? Impiegati o indipendenti? A seconda della situazione servono soluzioni diverse. Le nostre esperte e i nostri esperti trovano insieme a voi la copertura adatta per la vostra famiglia.
Adrian Kunz è responsabile vendite presso Helvetia Baloise e vanta oltre otto anni di esperienza professionale nel settore assicurativo e previdenziale. È consulente assicurativo certificato Cicero e ha conseguito un Master of Science in «Business Administration» presso l'Università di Berna. Alla fine del 2025 ha ampliato le sue competenze manageriali con il CAS orientato alla pratica in «Professional Leadership for Finance» presso la Hochschule für Wirtschaft Zürich (HWZ).
Adrian Kunz è specializzato nello sviluppo di strategie previdenziali individuali e nella costituzione di patrimoni privati. I suoi principali ambiti di consulenza comprendono assicurazioni sulla vita, pianificazione pensionistica, copertura dei rischi e soluzioni di investimento a lungo termine. Fornisce consulenza a privati, famiglie e lavoratori autonomi su tutte le questioni relative alla sicurezza finanziaria.