Contabilità in partita doppia: visione d’insieme sulle finanze

Sandra Okle, team agile PMI
17 giugno 2022
Dopo la fondazione
Chi costituisce un’azienda magari non ha voglia di occuparsi di contabilità. La contabilità in partita doppia è forse un obbligo tedioso, ma è anche essenziale per la gestione professionale di un’impresa. Eccovi un corso intensivo con gli aspetti principali della contabilità in partita doppia.

La contabilità con la gestione dei conti come disciplina centrale non è solo un argomento per patiti dei numeri e avari: è uno strumento indispensabile per una gestione aziendale sistematica e metodica. Chi costituisce e gestisce un’azienda dovrebbe comprendere almeno i principi della contabilità, perché senza queste conoscenze è impossibile mantenere la visione d’insieme sulla situazione finanziaria della vostra azienda in quanto titolari o amministratori.

Cos’è la contabilità in partita doppia?

Contabilità in partita doppia significa che la gestione dei conti richiede un dispendio doppio. FALSO. Significa che ogni operazione commerciale deve essere registrata su due conti: su una partita e su una contropartita. Una colonna si chiama “Dare” e l’altra “Avere”. In termini più generali, la contabilità in partita doppia (o partita doppia) è un sistema di contabilità commerciale con cui si può calcolare il successo di un periodo contabile (ad esempio un anno o un trimestre): da un lato tramite il bilancio e dall’altro tramite il conto economico.

Qual è la differenza tra contabilità semplificata e in partita doppia?

Chi è obbligato a usare la contabilità in partita doppia?

Quali sono i vantaggi della contabilità in partita doppia?

Come si tiene una contabilità in partita doppia?

Come funziona la contabilità in partita doppia?

Per registrare tutte le operazioni commerciali in un’azienda, è necessaria una contabilità con un ampio sistema di conti. Questo rende possibile strutturare sia i debiti che le posizioni patrimoniali. La base di questo sistema è la suddivisione in due tipi di conti: i conti di bilancio e i conti di gestione. Di seguito illustriamo i diversi tipi di conto utilizzati per la contabilità in partita doppia.

Conti di bilancio e conti di gestione

I conti di bilancio costituiscono lo stato attuale di debiti o patrimonio e sono conti che si riferiscono alle riserve nel bilancio. Per poter distinguere tra patrimonio e debiti, i conti di bilancio vengono suddivisi in conti attivi e conti passivi. Su entrambi i conti si trovano tutte le partite capitale e patrimonio di un’azienda, che vengono continuamente registrate. Alla fine di un esercizio, i conti vengono riportati nel bilancio e si procede alla chiusura.

I conti di gestione sono la base per il successivo conto profitti e perdite. Al posto delle riserve di patrimonio e dello stock di debiti, vengono rappresentati tutti i ricavi e i costi. Al termine di un esercizio, i conti di gestione elencano tutti i valori rilevanti per la gestione derivati in questo periodo. Anche i conti di gestione si distinguono in due diversi tipi: i conti ricavi e i conti spesa. I conti di gestione vengono chiusi tramite il conto economico (in Germania: conto profitti e perdite).

  Conto di bilancio Conto economico
Ogetto Riserve Risultati
Prospettiva Istantanea – Data di riferimento del bilancio Periodo – Periodo contabile
Contenuti Risultato aziendale in un determinato momento Utile o perdita in un determinato periodo

Conti attivi e conti passivi

I conti attivi forniscono informazioni sul patrimonio di un’azienda. Sui conti della colonna degli attivi si vede di quali valori patrimoniali dispone l’azienda, valori tra cui rientrano sia l’attivo circolante che il patrimonio d’investimento. Esempi di attivo circolante sono scorte, fatture pendenti, fondo cassa e depositi bancari. Esempi di patrimonio d’investimento sono macchinari, auto, apparecchiature per ufficio e brevetti.

I conti passivi rappresentano il capitale proprio e il capitale di terzi di un’azienda. Rientrano in questo capitale i debiti (fatture di fornitori non pagate e impegni a breve termine) e il capitale proprio dell’azienda. Altri esempi di conti di bilancio passivi sono anche prestiti, crediti e accantonamenti. La colonna dei passivi fornisce invece informazioni sull’origine del patrimonio.

Conti spese e conti ricavi

Conti spese e conti ricavi fanno parte dei conti di gestione. Le contabilizzazioni su questi conti comportano una modifica del capitale proprio e influiscono quindi sull’ammontare dell’utile o della perdita.

Sui conti spesa viene contabilizzata la spesa aziendale per prestazioni di mercato, che comprende ad esempio salari, spese di affitto, materiale per ufficio, spese di trasporto e materie prime. Sui conti economici vengono registrate tutte le entrate realizzate dall’azienda. Tra queste vi sono ad esempio entrate da beni e servizi venduti, redditi da interesse ed entrate pubblicitarie.

Al termine dell’esercizio tutti i conti di gestione vengono conteggiati l’uno con l’altro. Il risultato confluisce nel conto economico. Se i ricavi sono superiori ai costi, l’azienda ha generato un utile. Nel caso contrario, si è subita una perdita.

Dare e avere

Nella contabilità in partita doppia ogni conto di bilancio e di gestione ha due colonne: dare e avere. Queste voci si riferiscono alla colonna sinistra e destra di un cosiddetto conto T.

Tuttavia, in questo contesto non si tratta di quello che si dovrebbe fare o che dovrebbe essere disponibile e nemmeno di quello che possiede un’azienda. Piuttosto, lo scopo è assegnare alla categoria corretta e conteggiare le entrate (o flussi di cassa in entrata) e le uscite (o flussi di cassa in uscita). Si deve quindi fare una distinzione tra conti di bilancio e di gestione:

  • Nei conti di bilancio attivi vengono contabilizzati i pagamenti in entrata nel dare e i pagamenti in uscita nell’avere. Per i conti di bilancio passivi il procedimento è l’esatto opposto.
  • Nel caso dei conti di gestione, le spese si trovano sulla colonna del dare e i ricavi sulla colonna dell’avere.
Conto Dare Avere
Conto di bilancio attivo Entrata Uscita
Conto di bilancio passivo Uscita Entrata
Conto spese Spesa  
Conto ricavi   Ricavo

 

Tre esempi contabili (senza tenere conto dell’imposta sul valore aggiunto)

Operazione commerciale 1

Un’azienda deve pagare 6’000 franchi svizzeri di affitto al trimestre. È qui che entrano in gioco il conto spese e il conto degli attivi. Le spese di affitto vengono contabilizzate nel conto spese sulla colonna del dare, il pagamento al locatore sulla colonna dell’avere del conto degli attivi.

Operazione commerciale 2

Un cliente acquista vestiti per 250 franchi svizzeri contro fattura. Per l’azienda questo importo rappresenta un ricavo (vendita di merce) e al contempo anche un credito nei confronti del cliente. Sul conto ricavi il ricavo viene contabilizzato in avere, sul conto attivi il credito in dare. Entrambi i conti registrano quindi un aumento.

Operazione commerciale 3

Il cliente che ha acquistato vestiti per 250 franchi svizzeri paga la fattura. In questo modo il credito nei confronti del cliente si estingue e al contempo il deposito bancario aumenta dello stesso importo. Sia il conto banca che il conto crediti fanno parte dei conti attivi. Il credito sul conto bancario viene quindi documentato sulla colonna del dare. Il credito estinto viene riportato sulla colonna avere.

Cosa viene riportato nel bilancio?

Nella contabilità, il bilancio fornisce una panoramica del patrimonio, del capitale proprio e dei debiti di un’azienda in una determinata data di riferimento. La sua struttura tabellare e sistematica rende più facile la visione d’insieme delle condizioni finanziarie di un’azienda. Il bilancio è uno strumento importante nella contabilità e, insieme al conto economico, costituisce la chiusura di bilancio di un’azienda. A tal fine, al termine dell’esercizio viene creato il bilancio di chiusura, che rappresenta la contabilizzazione di tutte le operazioni commerciali.

Come i diversi conti, anche il bilancio è costituito da due colonne: la colonna degli attivi (attivi) a sinistra e la colonna dei passivi (passivi) a destra. Alla fine di entrambe le colonne si trova il totale di bilancio, che indica l’ammontare del volume del bilancio di un’azienda e che, secondo la contabilità in partita doppia, deve essere obbligatoriamente lo stesso in entrambe le colonne. Ciò significa che entrambe le colonne devono essere in equilibrio, da qui il termine “bilancio”.

Struttura del bilancio: posizioni attive

La colonna degli attivi comprende il patrimonio per cui un’azienda ha speso denaro ed è ordinato in base alla possibile trasformazione in liquidità. Le posizioni di bilancio che possono essere convertite più facilmente in denaro (ad esempio liquidità) vengono riportate nella parte inferiore del bilancio. Le posizioni principali sulla colonna degli attivi sono il patrimonio d’investimento e l’attivo circolante. Il patrimonio d’investimento si suddivide tra valori patrimoniali materiali e immateriali. Fanno parte di questi ultimi ad esempio i brevetti, mentre nel patrimonio d’investimento materiale rientrano tra gli altri macchine, stabili, veicoli e altre immobilizzazioni materiali. L’attivo circolante comprende invece valori patrimoniali come ad esempio scorte di merci, titoli e depositi bancari.

Posizioni dei passivi di bilancio

Sulla colonna dei passivi è elencato il capitale. Questo consiste in linea di principio in capitale proprio e capitale di terzi e mostra quindi l’origine del capitale. Oltre al capitale investito dai titolari, il capitale proprio comprende anche utili non distribuiti e l’eccedenza annuale. Il capitale di terzi rappresenta i debiti come crediti e accantonamenti, ma anche i debiti nei confronti di fornitori e mutuanti. A differenza degli attivi, i passivi vengono organizzati in base alla scadenza: in alto si trova il capitale che deve essere ripagato con minore urgenza, solitamente il capitale proprio. In basso viene riportato invece il capitale da pagare con più urgenza.

Bilancio

A cosa serve il conto economico?

Il conto economico, insieme al bilancio, è un elemento centrale della contabilità. Con il conto economico si determina se un’azienda ha generato un utile o una perdita nell’arco di un determinato periodo di attività (solitamente un anno). La base è costituita dal confronto tra spesa e ricavo. Se i ricavi superano le spese, l’azienda ha generato un utile. Nel caso contrario, risulta una perdita.

Il conto economico e il bilancio costituiscono il conto annuale di un’impresa. Questo conto annuale è obbligatorio e, ai sensi del Codice delle obbligazioni (CO), deve presentare “la situazione economica dell’impresa in modo tale da consentire ai terzi di farsene un’opinione attendibile”.

Il conto economico rappresentato con struttura tabellare può essere suddiviso in più stadi. Nella variante a uno stadio è possibile leggere velocemente solo entrate, spese e utile. Il conto economico a più stadi segue invece un processo in più fasi nel calcolo dell’utile: questo garantisce una visione più approfondita nella redditività dell’azienda e fornisce quindi una migliore comprensione della situazione finanziaria.

Il conto economico a tre stadi

Una forma consigliata di conto economico è quella composta da tre stadi:

  • Il primo stadio comprende il ricavo merci e il costo merci. Questa parte della tabella porta a un importo intermedio definito “utile lordo”.
  • Il secondo stadio detrae dall’utile lordo ad esempio i costi per il personale, le spese di affitto e gli ammortamenti e dà come risultato l’utile operativo (o la perdita operativa).
  • Il terzo stadio tiene conto della spesa e del ricavo immobiliare, della spesa e del ricavo di titoli come pure delle imposte dirette in ultima posizione. Sommando tutte le posizioni si ottiene l’utile (o la perdita) aziendale.

In caso di un conto economico a due stadi, il primo e il secondo stadio del modello a tre stadi vengono uniti per calcolare l’utile operativo.

La contabilità in partita doppia resa semplice

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